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PostHeaderIcon Comunicato Consultoria Autogestita


no sexism no racismSiamo incredule e indignate per quanto accade a Milano: un medico corre il rischio di essere denunciato per aver soccorso  uno dei migranti che da 20 giorni sfidano il freddo di questa città in cima alla torre Carlo Erba di via Imbonati per rivendicare il sacrosanto diritto di vivere dignitosamente.
Sarebbe un precedente di una gravità inaudita, una nuova tappa della costruzione di un apparato legislativo  profondamente razzista.

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PostHeaderIcon Comunicato dell'Ambulatorio Medico Popolare


Milano, 30 Novembre.

 

Dal 5 novembre alcuni immigrati stanno denunciando la sanatoria truffa con cui lo stato ha derubato di 500 euro e dei contributi ogni migrante, in cambio di nessuna risposta oppure della beffa della espulsione al posto di un sacrosanto permesso di soggiorno. Sacrosanto, non ce ne vogliano leghisti e affini, visto che i migranti producono il 10% del prodotto interno lordo.

Logo AMP La protesta estrema, come a Brescia, ha visto 5 persone in cima ad una torre in via Imbonati a Milano in condizioni durissime di freddo e mancanza di cure per oltre 20 giorni. Quando uno dei nostri fratelli si è sentito male il Dott. Crosignani lo ha soccorso e poi portato in ospedale. Incredibile a dirsi, pare corra il rischio di essere addirittura denunciato per un nuovo reato (inventato ad hoc?): "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", moralmente inapplicabile laddove si tutela un sacrosanto diritto umano, come la salute, e il dovere di medico, come il prestare soccorso.

La associazione Ambulatorio Medico Popolare, di cui questo medico è volontario da 16 anni, denuncia l'intollerabile atteggiamento da nazisti delle istituzioni nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che esercitano la propria irrinunciabile attività di soccorso e cura. Chiediamo a tutti di far circolare in qualsiasi modo l'indignazione per questo scandaloso tentativo di intimidazione: che siano coperti di vergogna. Noi stiamo e staremo sempre con i medici che non denunciano e con i migranti che protestano.

Ringraziamo, inoltre, Emergency per la solidarietà espressa dopo essere stata citata erroneamente per un bizzarro equivoco della stampa.

 

PostHeaderIcon Joy ed Hellen non devono tornare dai loro aguzzini! Mobilitiamoci il 12 febbraio a Como


Pubblichiamo il comunicato di noinonsiamocomplici. Spread the word! Diffondete!

***

Una sera dei primi d'agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all'aiuto di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi.
Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell'occasione Joy, Hellen e altre tre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente.
In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre.
Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell'ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro.
In seguito al processo, alcuni/e migranti, tra cui Joy e le altre nigeriane, vengono condannati a 6 mesi di carcere; altri a 9 mesi.
Le ragazze vengono separate e mandate in diverse carceri, in modo da isolarle e neutralizzare la forza che hanno saputo esprimere collettivamente.

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PostHeaderIcon Via Padova: facciamo i conti


Come previsto su via Padova calano gli avvoltoi: usano un morto per invocare agghiaccianti "rastrellamenti casa per casa" e agitano lo spauracchio dello scontro etnico per coprire le vere responsabilità del malessere e della rabbia esplosi in questi giorni.
Sui rastrellamenti hanno poco da strepitare: nella zona di via Padova avvengono già, da tempo, e non alla ricerca di pericolosi criminali, che invece godono di abbondanti protezioni poliziesche, ma del poveraccio che lavora in nero e ancora non ha il permesso di soggiorno.
Hanno militarizzato inutilmente un quartiere, rendendo angosciante e grottesco anche solo fare la spesa e non risolvendo uno, uno solo dei veri problemi di questa zona.
Del resto, le avrebbero le risorse per militarizzare ancora di più?

Adesso vi chiediamo il conto:

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PostHeaderIcon 19/11/09 - Assemblea cittadina antisfratto


In occasione della concomitanza dello sfratto del Circolo dei Malfattori, degli appartamenti in Ticinese, dell'Ambulatorio Medico Popolare e di un appartamento in via dei Transiti 28, invitiamo tutte e tutti ad una assemblea cittadina in Cox18 per preparare le iniziative antisfratto del 26 novembre.

 

 
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