Via Padova: facciamo i conti
Come previsto su via Padova calano gli avvoltoi: usano un morto per invocare agghiaccianti "rastrellamenti casa per casa" e agitano lo spauracchio dello scontro etnico per coprire le vere responsabilità del malessere e della rabbia esplosi in questi giorni.
Sui rastrellamenti hanno poco da strepitare: nella zona di via Padova avvengono già, da tempo, e non alla ricerca di pericolosi criminali, che invece godono di abbondanti protezioni poliziesche, ma del poveraccio che lavora in nero e ancora non ha il permesso di soggiorno.
Hanno militarizzato inutilmente un quartiere, rendendo angosciante e grottesco anche solo fare la spesa e non risolvendo uno, uno solo dei veri problemi di questa zona.
Del resto, le avrebbero le risorse per militarizzare ancora di più?
Adesso vi chiediamo il conto:
chiediamo il conto riguardo ai soldi spesi per inutili pattugliamenti; che costi hanno avuto? e che costi avranno se si vorrà inasprire il sistema puntando sulla macchina repressiva? Cosa invece avremmo potuto fare con tutti questi soldi?
Si sarebbero potuti usare per i servizi che non ci sono, per la vivibilità della zona, per il sostegno a chi è in difficoltà.
In via Padova, come nelle altre periferie -e non- di Milano, si affossa e si scoraggia tutto ciò che contribuisce a migliorare l'esistenza di
tutti: le scuole in cui i bambini e le bambine di tutte le nazionalità imparano a convivere vedono i fondi progressivamente sparire, progetti di mediazione culturale che non vengono rifinanziati, scuole serali per lavoratori chiuse, realtà come l'Ambulatorio Medico Popolare, le scuole di italiano, gli spazi autogestiti criminalizzati e minacciati di sgombero, spazi comunali sedi storiche di circoli e associazioni venduti al miglior offerente.
La politica che rende impossibile agli stranieri che lavorano di mettersi in regola (eh si, la legge Bossi Fini produce irregolari) ha fallito in tutta Italia e a Milano il Comune non fa nulla: le attività che promuovono integrazione, comunicazione, dialogo, sostegno e aiuto sono affidate interamente alla volontà e all'impegno di associazioni e gruppi che con caparbietà e senza un finanziamento continuano ad impegnarsi sul territorio.
Anche grazie a queste realtà via Padova è un quartiere VIVO, noi continuiamo a pensarlo e continueremo a lottare perchè così rimanga e perchè non diventi un ghetto militarizzato in cui muore ogni possibile futuro.
Voi avete fallito. E noi non siamo piu' disposte/i a pagare il vostro conto.
Ambulatorio Medico Popolare
telefono viola di milano
