L'AMBULATORIO MEDICO POPOLARE ESISTE DA TREDICI ANNI
La salute è un diritto negato, non solo alle straniere e
agli stranieri.
- Giugno 1993: l'Assemblea Permanente riunita al teatro dell'Elfo lancia la battaglia per i diritti negati. Nasce un corposo gruppo di lavoro (sindacati di base, centri sociali, collettivi, singoli compagni e compagne, medici, infermieri ed infermiere) che comincia ad elaborare un progetto di Ambulatorio Popolare e rimette a nuovo alcuni locali nella Casa Occupata di Via dei Transiti 28, a Milano.
- Giugno 1994: dopo un anno di studio, confronto e discussione, con il sostegno di un centinaio di tesserati, apre l'Ambulatorio Medico Popolare, Da allora ad oggi offre a chiunque visite mediche gratuite e informazioni sui diritti dei migranti e sul diritto alla salute per tutti.
- Settembre 1994: apre il Consultorio Autogestito, che al percorso medico tipico dei consultori pubblici, preferisce un dialogo tra esperienze e saperi di donne in cui ciascuna valuta quali siano le risposte adatte a lei e a lei sola. Senza delega ai medici, perchè sessualità, maternità, contraccezione non sono patologie, e la cultura che le vuole medicalizzate è privazione di spazi di libertà. La prima battaglia riguarda il diritto alla maternità responsabile anche per le straniere.
- 1995: nasce il Telefono Viola,
spazio di ascolto
rivolto a persone con disagio sociale ed esistenziale per le quali le
uniche risposte sembrano essere i ricoveri ospedalieri coatti (TSO), la
somministrazione forzata di psicofarmaci, i maltrattamenti,
le violazioni della legge 180 ecc.
- l'AMP promuove, con il Naga, Medicina Democratica, la Caritas e
Camminare Insieme, una legge di iniziativa popolare per l'accesso alle
strutture sanitarie anche a stranieri e straniere irregolari.
- 1996 apre un centralino contro
gli abusi
psichiatrici, come i Telefoni Viola di Roma, Bologna, Catania, Napoli,
Genova, cui si possono rivolgere tutte le persone che subiscono o
rischiino di subire abusi.
L'esito, parziale e ben lontano dalle intenzioni, è stata la
"concessione" di alcuni limitati diritti alla cura recepiti dal decreto
Dini, poi travasati nella legge Turco Napolitano (ed ora nella Bossi
Fini).
- 1997: La sanatoria prima e la legge Turco Napolitano poi permettono a molti immigrati e immigrate un maggiore accesso alle strutture sanitarie, ma i "clandestini" saranno destinati a riempire i campi di detenzione. La battaglia contro questa infamia vede l'AMP "in rete" con i centri sociali e altre strutture dell'associazionismo nelle manifestazioni che portano alla chiusura del primo centro di via Gorelli.
- 1998: In Lombardia viene approvata la legge sanitaria regionale Borsani: non più tasse per un bene collettivo ma assicurazioni private per comprare prestazioni sanitarie dal migliore offerente. L'Amp tenta un percorso di controinformazione e denuncia contro la pretesa "libertà di scelta" sbandierata dai fascisti Borsani e Formigoni, che è un inganno tanto quanto la dequalificazione del servizio pubblico è una strategia pianificata per favorire gli affari di strutture ed assicurazioni private.
- 1999: L'AMP sostiene i nomadi sgomberati da via De Castiglia nell'occupazione di Via Maroncelli, comune tra italiani ed immigrati, italiane ed immigrate.
- 2000: con la Carovana dei diritti sta a fianco degli immigrati e delle immigrate di Broscia, Roma e Milano in lotta per un permesso di soggiorno atteso da oltre 18 mesi.
- 2001: la legge della destra
Bossi Fini conferma,
esattamente come quella di sinistra Turco Napolitano, che le persone
non hanno diritto alla libera circolazione; immigrati ed immigrate
pagano a peso d'oro i contratti di lavoro cui è
legata la loro permanenza in Italia.
- 2002: La truffa della sanatoria si traduce in un maxicondono per i datori di lavoro e una schedatura di massa per le persone immigrate. LAMP entra in rete con il Naga, la Filef, l'Arci, il Todo Cambia, Apolidia e moltissimi altri per costruire un Osservatorio permanente per i diritti negati, sulla sanatoria ma non solo.
- 2003: In collaborazione con le scuole di italiano del Todo Cambia, Le Mille, Alfabeti, LISA del Centro sociale Vittoria, con l'associazione Anticorpi" e l'ARCI di Arcore realizziamo numerosi incontri di informazione sui diritti sanitari rivolti agli immigrati e alle immigrate, con l'intento di aumentare la consapevolezza dei diritti. Un gruppo di medici collaboratori dell'AMP realizza autonomamente interventi sanitari all'interno del campi nomadi di via Triboniano
- 2004: l'AMP cerca di sostenere
attivamente
l'esperienza della casa occupata in Via Adda, ancora una volta comune
tra italiani ed immigrati, italiane ed immigrate, con incontri
informativi sulla salute delle donne.
In questi dieci anni abbiamo continuamente cercato di fare dell'AMP un
luogo in cui la visita medica abbia un ruolo di comunicazione e non di
pura osservazione, un tentativo di unire il concetto di cura e di
prevenzione con la denuncia degli abusi di una sanità
permeata di
profitti, inaccessibile per i poveri ma a misura di ricchi e di
assicurazioni private.
Siamo ben consapevoli dei limiti con cui fino ad ora abbiamo realizzato
il progetto iniziale. Ma sappiamo anche quanto rimane attuale la
proposta: mantenere vivo uno spazio in cui praticare un'idea differente
di diritto alla salute, coniugando un'attività concreta di
intervento
sanitario con una battaglia politica più generale di
trasformazione
sociale. La nostra idea di salute non potrà mai essere
slegata da una
risposta concreta e da una presenza attiva nelle contraddizioni che la
negazione del diritto alla salute comporta, con una proposta politica
di trasformazione della società contro la logica del
profitto delle
politiche neoliberiste.
L'ambulatorio è interessato a collaborazioni professionali
ma non solo.
Cerchiamo il contributo di tutti coloro che vogliono non far restare
invisibili le migliaia di donne, uomini, bambini e bambine che hanno
diritto alla assistenza sanitaria, e se la vedono negata; di coloro che
sono disposti a discutere il concetto stesso di salute (che non
è solo
assenza di malattia), che siano disposti a combattere una riforma
dell'assistenza sanitaria che sta distruggendo l'attuale
organizzazione, certo non perfetta, per sostituirla con un'enorme
macchina che macina persone e fabbrica soldi.
Facciamo appello a chiunque voglia apportare un contributo a questa
battaglia.
Nel 2004 l' Ambulatorio è stato citato in giudizio dal nuovo
proprietario, Bigoni, dell'immobile con l'accusa di utilizzare gli
spazi per esercitare abusivamente la professione medica e per vendere
farmaci scaduti; vinta questa prima causa legale l'Amp si trova ora una
richiesta di risarcimento danni per 40.000 euro e una intimazione alla
liberazione immediata dei locali.
- 2007: l'Ambulatorio ha partecipato all'iniziativa "Città di Città" - ed è stato selezionato tra i migliori progetti pervenuti - indetta dalla provincia di Milano per poter dare uno spazio per farsi conoscere alle realtà che propongono progetti per lo sviluppo del territorio.